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  • Luca Ripamonti

MILANO CORTINA 2026: VERSO IL FUTURO CON SICUREZZA

Milano Cortina 2026, si prefigge il difficile obiettivo di essere molto più che sport, tanto da potersi definire l'olimpiade del futuro, con la particolarità di essere rivolta alla creazione di "giochi di tutti", per un domani migliore, sostenibile e inclusivo; tale visione è confermata dal suo emblema "Futura", il primo ad essere stato votato online, con lo scopo di mettere al centro dell'evento la sostenibilità economica, ambientale e sociale, per assicurare alle generazioni future un lascito culturale, utilizzando tutta l'eccellenza italiana. Come citato nell'articolo di presentazione, Futura vuole essere un logo "rapido e leggero", disegnabile da chiunque e con qualsiasi strumento, in altre parole, inclusivo, alla portata di tutti, così come la sua coppia di mascotte, che avrà vita prendendo spunto dalle circa 1600 idee progettuali degli studenti italiani del primo ciclo, a seguito di un'iniziativa promossa nelle scuole italiane, per creare dei disegni che possano rappresentare l'uguaglianza tra le persone nel mondo.


Come anticipato Milano Cortina 2026, prima ancora che sullo sport, che rimane comunque un punto cardine dell'evento, ha la prerogativa di porre in evidenza, fra gli altri obiettivi culturali anche quello della sicurezza, tutto made in Italy, formando nuovi cittadini, più consapevoli per insegnare alle nuove generazioni, ad utilizzare abitualmente pratiche che di consuetudine sono considerate solo in un contesto limitato. Come dichiarato nella conferenza stampa dall'Assessore della Sicurezza della Regione Lombardia, Riccardo De Corato, abbiamo già davanti un evento come EXPO Milano 2015, ma l'obiettivo è di creare un modello di sicurezza che possa andare oltre la durata dell'evento stesso, elaborando un piano "rapido e leggero" proprio come Futura.

Il punto di partenza per organizzare un così complesso modello di sicurezza è analizzare eventi critici passati e ricordarsi che come la Sicurezza Nazionale ne fa tesoro, anche i malintenzionati imparano dai propri errori. Questo significa che si deve investire sulla formazione di personale capace di ragionamento non lineare per pensare l'impensabile e immaginare l'inimmaginabile. Anche la società civile deve essere formata e preparata a funzionare come elemento ricettivo della minaccia sul territorio, perché non è possibile militarizzare la società, ma serve prevenire l’imprevedibile. Per questo motivo, è importante il ricorso alla migliore tecnologia disponibile, ricordando però che lo human factor è la risorsa decisiva nei processi di analisi dei sistemi di sicurezza.


In conclusione, visti i numerosi progetti culturali messi in campo dalla Fondazione Milano Cortina 2026, dovremmo cogliere l'occasione e promuovere anche la cultura della sicurezza. Sviluppare il pensiero di responsabilità collettiva può richiedere tempo e determinazione, ma vale la pena intraprendere questo percorso virtuoso per garantire a tutti di praticare lo sport e vivere la propria vita in maniera sicura.

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