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  • Luca Ripamonti

IL PROGETTO DI LIFELONG LEARNING PER LA SICUREZZA

INTRODUZIONE

Nel corso degli ultimi anni, si ha avuto a che fare con un continuo proliferare di problematiche di varia gravità, seguite da inefficaci appelli e considerazioni da parte di istituzioni, vittime, famigliari di chi non ce l'ha fatta e non solo, in esclusiva occasione di eventi drammatici che sconvolgono, più o meno, la nostra quotidianità, suscitando l'indignazione dell'opinione pubblica e dando vita alle solite frasi tipo "non doveva accadere", "non è giusto", "queste cose non devono più succedere"...


Davvero queste cose non dovrebbero più succedere. Per questo motivo, temi così importanti andrebbero valorizzati sotto ogni punto di vista, soprattutto in campo culturale e sociale visto che, proprio quest'ultime, si misurano da piccoli ma importantissimi particolari che molte volte possono fare la differenza.


Pertanto, ritengo che sia giunto il momento di progettare un sistema di prevenzione a 360°, capace di proteggere l'individuo dai pericoli in cui può incorrere nel mondo che lo circonda, prevedendo una formazione in grado di tutelare la persona dalle sue prime esposizioni ai pericoli, per poi condurla nel modo più naturale possibile, lungo l'intero percorso di vita.


Per essere valida, una vera prevenzione deve basarsi su una solida formazione sulla sicurezza, capace di diffondere i suoi principi in ogni contesto in cui l'individuo entra in contatto, strutturata non solo per prevenire i rischi nell'ambiente di lavoro ma, in qualsiasi ambiente e da qualsiasi minaccia esterna, aggiornando costantemente una mappa dei rischi.


Un ottimo metodo consiste nella creazione di un percorso di LifeLong learning che ponga il soggetto al centro tutti gli ambienti di vita.


IL MODELLO LIFELONG LEARNING

In cosa consiste un processo di LifeLong Learning?


Si presenta come un modello di cambiamento profondo, una formazione in "blocco unitario" poiché destinata a durare per l'intero percorso di vita dell'individuo, differenziandosi così dalla canonica prospettiva di crescita che sia l'individuo sia la società è normalmente abituata.


Questa educazione, ancora alquanto inusuale nel nostro paese, rende la formazione accattivante e allo stesso tempo commisurata alle esigenze della persona che così facendo può migliorare la sua vita ai suoi tempi.


L'obiettivo è quello di contribuire, attraverso l'apprendimento permanente, allo sviluppo di una società intesa come comunità basata sulla conoscenza, capace di maggiore coesione sociale e garantendo una valida tutela dell'ambiente. In particolare si prefigge l’obiettivo di promuovere all'interno della comunità, scambi, cooperazione e mobilità tra i sistemi d'istruzione e formazione in modo che diventino un punto di riferimento di qualità.


Così facendo la vera rivoluzione consiste in un innovativo concetto di formazione permanente del soggetto che diventa parte della sua quotidianità. Per questo ritengo che la formazione nel campo della sicurezza debba essere considerata un'importante parte integrante dell'attività lavorativa con l’obiettivo di diventare patrimonio culturale di tutti i cittadini.


LA DIFFERENZA FRA IMPOSIZIONE E CULTURA

Per spiegarla utilizziamo un esempio: una famiglia costituita da due genitori e un bambino.


Situazione 1:


Prendiamo in esame la famiglia appena descritta, ipotizzando che si stiano dirigendo in Germania per le vacanze ed i genitori inizino a caricare l'auto con: le valigie, diversi giochi per il bambino ed infine un'estintore, un kit di primo soccorso, il triangolo ed i gilet ad alta visibilità. Per quale motivo scelgono di caricare in macchina anche un estintore, un kit di primo soccorso, triangolo e gilet ad alta visibilità? Perché in Germania è obbligatorio averli sempre a bordo.


Situazione 2:


Ipotizziamo ora che la stessa famiglia scelga di viaggiare sempre con, ad esempio, un estintore a bordo; averlo non è obbligatorio in Italia. In particolare, poniamo la nostra attenzione sul bambino che vede i genitori viaggiare costantemente con un estintore, non solo dove è obbligatorio ma anche per andarlo a prendere all'asilo o andare a trovare i nonni.


Ora che abbiamo ben chiare le situazioni appena illustrate e, soprattutto, cosa distingue la prima dalla seconda, soffermiamoci sulla differenza più importante: quella fra l'apprendimento di un adulto e di un bambino. Cosa necessita realmente a quest'ultimo per dare il via ad un processo di apprendimento? Assolutamente nulla. I bambini, infatti, sono curiosi e creativi, riempiono la loro memoria con input che collezionano mentre imparano a conoscere il mondo; soprattutto nei primi anni di vita vivono di istinti e poi, appena riescono, di imitazione dei genitori, dei nonni e delle figure con cui sono costantemente a contatto.


Un'illustre figura come quella di Maria Montessori, che ha giocato un ruolo fondamentale nel panorama educativo, ha definito la mente dei bambini “mente assorbente” , in quanto sono dotati di una grande sensibilità e creatività ed è grazie a queste caratteristiche, che la loro mente funge da "spugna" capace di "assorbire" inconsciamente tutte le informazioni dell'ambiante che lo circondano. Infine, è importante sottolineare che la Montessori sostiene che i bambini hanno una forma mentale diversa da quella dell’adulto ed anche una realtà psichica differente.


Ragioniamo ora su cosa necessita un adulto per dare il via ad un processo di apprendimento. Principalmente l'interesse, infatti se non ha interesse per ciò a cui si sta approcciando, sarà difficile che riesca ad imparare, se non impossibile in quanto le informazioni che riuscirà ad assimilare saranno poche se non nulle. Sorge spontanea quindi una domanda: da dove può nascere l'interesse? Più quello che sta imparando gli sarà utile per un guadagno personale, più sarà grande l'interesse verso l'argomento e più l'individuo sarà quindi incline ad un apprendimento efficace. Con guadagno personale si intende un miglioramento reale dell'individuo grazie alla nuove conoscenze che ha trasformato in competenze una volta apprese. Esse possono interessare qualsiasi ambito, come ad esempio quello lavorativo, se l'apprendimento rafforza le sue capacità, comporterà un incremento del guadagno e, di conseguenza, un miglioramento del suo stile di vita.


Alla luce della chiarezza fatta fra la grande differenza dell'apprendimento di un adulto e di un bambino, si può tornare a soffermarsi su quest'ultimo che vede, per tutta la durata della sua crescita, i genitori con un estintore in auto. E' assai probabile che, quando diventerà maggiorenne e avrà un suo veicolo, riterrà naturale controllare che, al suo interno, sia presente un estintore, perché, attraverso un processo inconscio di imitazione durato per tutta la sua vita, per lui è diventato assolutamente normale che questo semplice, ma importante, accessorio sia a bordo.


Ecco spiegata la grandissima differenza tra imposizione e cultura.


CONCLUSIONE

Ritengo che la finalità debba essere quella di insegnare, in forma sistematica e continua, come fronteggiare le numerose tipologie di rischi in cui si può incorrere che potrebbero scaturire da un evento naturale, da un contesto sociale, dal verificarsi di un fatto improvviso e spesso devastante. E' importante raggiungere un livello di consapevolezza tale per cui si è in grado di riconoscere e valutare i rischi intorno a sé, in qualsiasi contesto.


Questo processo non deve essere imposto poiché, come illustrato nel paragrafo precedente, è più efficace far si che questo diventi parte del nostro retaggio culturale, piuttosto che un obbligo che, a lungo andare, potrebbe essere accantonato poiché ritenuto "pesante". Iniziando quindi sin dall'infanzia a creare e consolidare solide basi di cultura della sicurezza, si riuscirà a dar vita ad un clima di responsabilità sociale oltre ad insegnarci a prevenire e affrontare i rischi che ci minacciano.


Finalmente la sicurezza arriverà Prima.

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