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  • Luca Ripamonti

IL MEDIOEVO AL NOSTRO SERVIZIO

La Teoria del Castello


Il Medioevo sembra un'epoca molto lontana dai giorni nostri, per questo sorge spontaneo chiedersi come, nonostante i rilevanti cambiamenti avvenuti in campo scientifico, tecnologico e non solo, possano esserci ancora analogie e stratagemmi in grado di essere attuali anche al giorno d'oggi. Partiamo quindi da un'introduzione per comprendere come la particolare usanza dell'utilizzo dei castelli, tipica di questo periodo storico, riesca ad aiutarci a proteggere le nostre abitazioni anche ai giorni nostri.


Intorno al IX e XIV secolo, il territorio che attualmente conosciamo come Europa, fu travolto da numerosi attacchi da parte di diverse popolazioni fra cui ricordiamo i Saraceni, che partivano dai porti controllati dagli Arabi e i Normanni, meglio conosciuti come "gli Uomini del Nord". I regnanti del territorio in questione si dimostrarono spesso incapaci di fronteggiare queste ostilità, creando così numerosi vuoti di potere, che vennero riempiti spontaneamente, per lo più da vescovi o personaggi di spicco del momento. Furono proprio quest'ultimi a riorganizzare la vita del proprio popolo, dall’economia locale alla difesa, costruendo delle particolari strutture fortificate: i castelli.


Il termine "castello" deriva dal latino e più precisamente dal sostantivo neutro "castrum, castri"; la sua struttura prende esempio dalla pianta degli accampamenti militari romani trasformati in questo periodo da fortificazioni mobili a permanenti; si presentavano, inizialmente, come veri e propri villaggi fortificati, recintati da palizzate in legno e circondati da fossati e di conseguenza relativamente semplici da abbattere. Dal XII secolo la pietra sostituì il legno, comparvero le mura di cinta, il ponte levatoio ed il cancello ad inferriate, fiancheggiato come da consuetudine da due torri.


Lo scopo principale di questa invenzione è di prevenzione, ancor più che di difesa, in quanto, generalmente, è preferibile attaccare un regno che non presenta particolari fortificazioni, piuttosto che uno circondato da muri e sentinelle che possono anticipare le mosse del nemico vedendolo arrivare e negandogli lo strategico effetto sorpresa, guadagnando, inoltre, minuti preziosi per il richiamo dei guerrieri. Oltre a consentire una vita agiata ai suoi occupanti, esso, sfruttando il principio dei cerchi concentrici (un fossato profondo, una cinta muraria con portoni blindati, un eventuale secondo muro fortificato e un torrione, con vedette appostate giorno e notte), permetteva di difendersi facilmente anche se si possedevano risorse minori rispetto a quelle degli assedianti. Ovviamente, per una buona riuscita, era di fondamentale importanza avere un responsabile competente, in grado di mantenere il sangue freddo ed impartire ordini chiari e stringati ai suoi sottoposti.


L'insieme di queste esperienze ha portato a elaborare la cosiddetta "Teoria del Castello"; in caso di attacco, infatti, era sufficiente per coloro che vivevano all'interno delle mura, chiudersi dentro e continuare a vivere la propria quotidianità, protetti dalle fortificazioni e dalle vitali procedure di sicurezza pianificate in precedenza.


E' giunto finalmente il momento di rispondere alla domanda principale dell'articolo ovvero capire come queste esperienze passate, possono essere ancora utili ai giorni nostri.


La "Teoria del Castello" prevede che, in caso di un tentativo di intrusione, ci si chiuda ermeticamente all'interno della propria abitazione o ad una sua stanza di essa, adottando particolari procedure si sicurezza elaborate e analizzate in precedenza, senza lasciare nulla al caso. Ecco alcuni consigli.

  1. Non aprire nessuna porta o finestra per andare incontro ai ladri. Ogni apertura è buona anche per loro.

  2. Assicuriamoci che tutti siano in casa, è facile creare falsi allarmi se un figlio rientra tardi e fa scattare l'allarme.

  3. Radunare tutti in un'unica stanza, meglio se:

  4. protetta con inferiate molto resistenti alle finestre senza possibilità di guardare all'interno;

  5. munita di una porta blindata;

  6. ha accesso alla linea telefonica, meglio tenere anche un telefono cellulare sempre all'interno;

  7. possibilità di visionare eventuali telecamere dall'interno;

  8. l'accesso internet non deve avere la possibilità di essere manomesso dall'esterno.

  9. Dividersi i compiti: mentre una persona cerca di rovinare l'effetto sorpresa, per esempio informandoli che li avete sentiti, un'altra persona chiama il Numero Unico di Emergenza 112. In questi casi sono importanti alcuni fattori:

  10. quando si urla per informare i malintenzionati, usare sempre il plurale anche se si è da soli. Meglio far credere di essere in tanti;

  11. quando si chiama il Numero Unico di Emergenza è meglio aver preparato in anticipo un foglio con la frase da dire al telefono, lo stress potrebbe farci dimenticare anche l'indirizzo di casa, è ideale invece leggere per evitare di dimenticare qualsiasi informazione;

  12. seguiamo i consigli dell'operatore dell'operatore della Centrale Operativa, molte volte chiederanno di lasciare attiva la comunicazione, non riattacchiamo.

  13. Ricordiamoci che se utilizziamo un'arma sarà solo per extrema ratio, nel caso in cui da ladri diventino rapinatori. Inoltre è da usare solo per difenderci e non dimentichiamo che l'utilizzo dovrà poi essere giustificato davanti ad un giudice. Usiamo il buon senso, non siamo giustizieri.


Come anticipato l'obiettivo primario deve rimanere la prevenzione, ecco quindi alcuni consigli per far cambiare idea ai malintenzionati:

  1. adottare sistemi di sicurezza ben visibili.

  2. Installare un sistema di allarme che scatti non quando i ladri hanno già aperto un varco, ma prima che si avvicinino. Può essere utile un sistema perimetrale.

  3. Installare delle luci che si attivano al passaggio di una persona, la cosa peggiore per un ladro è sentirsi illuminato. Possiamo anche installare una lampadina all'interno della casa che in automatico si accenda, facendo credere che ci sia qualcuno sveglio e che li abbia sentiti, oppure può avvisarci che qualcuno ha attivato la luce all'esterno.

  4. Se non abbiamo un cane da guardia, affiggere comunque un cartello di avviso della presenza di un cane, posizionare una cuccia molto grande e anche dei giochi usati insieme ad una ciotola, è sicuramente un grosso deterrente.


In conclusione, è molto importante affidarsi ad un esperto per installare il miglior sistema di protezione ed elaborare delle procedure di sicurezza ed è altrettanto fondamentale creare un buon network con i vicini, fare in modo che se siamo via per un tempo prolungato tolgano la posta della nostra buca delle lettere oppure che ogni tanto controllino che sia tutto regolare.


La sicurezza è un bene inviolabile e comune e come tale deve essere difeso.

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